Per chi ha una attività, al giorno d'oggi è sempre più importante utilizzare internet per promuoverla al meglio, farsi pubblicità e farsi conoscere dal pubblico, in qualsiasi settore si operi.
Google, il più grande motore di ricerca al mondo, rappresenta un canale essenziale per chiunque voglia promuovere il proprio business, sia questo un'attività aziendale, o un progetto che abbia radici direttamente nel web come un sito od un blog.
In poche parole, qualunque cosa facciate ed in qualunque modo operiate, se volete farvi della pubblicità in modo serio non potete ignorare questo potentissimo motore di ricerca utilizzato ogni giorno da milioni di persone.
Ma quali strumenti ci da Google per fare pubblicità?
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giovedì 31 dicembre 2009
giovedì 24 dicembre 2009
L'innovazione tocca anche la moneta, che diventa "elettronica", o per meglio dire "Monetica"
Il contante ha i giorni segnati?
Le monete in euro stanno per diventare oggetti da collezionismo?
Forse è un pò presto per fare previsioni del genere, fatto sta che l'innovazione tecnologica non sta investendo solo il modus operandi delle aziende, ma coinvolge anche il modus pagandi degli utenti (si vede che ho studiato latino eh?...).
In che modo?
Ultimamente si sta sviluppando una nuova tecnologia detta "contactless" (già presente nel metro milanese e nei badge degli uffici in via sperimentale), che pare possa essere applicata anche al denaro, seppure per importi limitati a 25-30 € (stando alle direttive UE).
Il sistema contacless nasce come carta, ma è stato trasferito anche su alcuni telefonini prendendo il nome di Nfc (Near field communication), con la stessa modalità di utilizzo della prima ed una sola modifica: il collegamento del telefono con un portafoglio elettronico ,il cosiddetto wallet finanziario.
Adesso immaginiamo di entrare in un bar super affollato per consumare il nostro bel cappuccino all'italiana, ma invece di metterci in coda alla cassa per ritirare il nostro scontrino, un paio di click sul cellulare e voilà! Abbiamo già pagato...
Non male vero?
Attualmente i negozi hi-tec italiani che sono già stati abilitati per questo tipo di pagamenti, essendo dotati di lettori Rfid (Radio frequency identification), sono 1200.
Tra gli operatori, in primo piano troviamo Poste Italiane con le carte di pagamento multifunzione e con il sistema PosteMobile, l'operatore di telefonia del gruppo che sta trasformando il cellulare in una sorta di borsellino elettronico allo scopo di regolare con sicurezza le transazioni di tutti i giorni, come il caffè al bar o il ticket per i mezzi pubblici.
In Italia gli utilizzatori di PosteMobile sono 1,3 milioni di cui il 74% lo usa anche come portafoglio elettronico (dati raccolti sul Sole24Ore).
Pare anche che dalla seconda metà del 2010 le carte contactless saranno accettate anche negli uffici postali, mentre per quanto riguarda le transazioni via cellulare, sono già passati attraverso PosteMobile oltre 100 milioni di euro di pagamenti con un importo medio di 26 euro (dati del Sole24Ore).
Ma non è finita qui, secondo gli analisti nei prossimi quattro anni il settore dei micropagamenti in mobilità raggiungerà più di 200 milioni di utenti nel mondo per 22 milliardi di dollari di transazioni.
Siamo all'alba di un'altra nuova era: l'ERA DELLA MONETICA!
Le monete in euro stanno per diventare oggetti da collezionismo?
Forse è un pò presto per fare previsioni del genere, fatto sta che l'innovazione tecnologica non sta investendo solo il modus operandi delle aziende, ma coinvolge anche il modus pagandi degli utenti (si vede che ho studiato latino eh?...).
In che modo?
Ultimamente si sta sviluppando una nuova tecnologia detta "contactless" (già presente nel metro milanese e nei badge degli uffici in via sperimentale), che pare possa essere applicata anche al denaro, seppure per importi limitati a 25-30 € (stando alle direttive UE).
Il sistema contacless nasce come carta, ma è stato trasferito anche su alcuni telefonini prendendo il nome di Nfc (Near field communication), con la stessa modalità di utilizzo della prima ed una sola modifica: il collegamento del telefono con un portafoglio elettronico ,il cosiddetto wallet finanziario.
Adesso immaginiamo di entrare in un bar super affollato per consumare il nostro bel cappuccino all'italiana, ma invece di metterci in coda alla cassa per ritirare il nostro scontrino, un paio di click sul cellulare e voilà! Abbiamo già pagato...
Non male vero?
Attualmente i negozi hi-tec italiani che sono già stati abilitati per questo tipo di pagamenti, essendo dotati di lettori Rfid (Radio frequency identification), sono 1200.
Tra gli operatori, in primo piano troviamo Poste Italiane con le carte di pagamento multifunzione e con il sistema PosteMobile, l'operatore di telefonia del gruppo che sta trasformando il cellulare in una sorta di borsellino elettronico allo scopo di regolare con sicurezza le transazioni di tutti i giorni, come il caffè al bar o il ticket per i mezzi pubblici.
In Italia gli utilizzatori di PosteMobile sono 1,3 milioni di cui il 74% lo usa anche come portafoglio elettronico (dati raccolti sul Sole24Ore).
Pare anche che dalla seconda metà del 2010 le carte contactless saranno accettate anche negli uffici postali, mentre per quanto riguarda le transazioni via cellulare, sono già passati attraverso PosteMobile oltre 100 milioni di euro di pagamenti con un importo medio di 26 euro (dati del Sole24Ore).
Ma non è finita qui, secondo gli analisti nei prossimi quattro anni il settore dei micropagamenti in mobilità raggiungerà più di 200 milioni di utenti nel mondo per 22 milliardi di dollari di transazioni.
Siamo all'alba di un'altra nuova era: l'ERA DELLA MONETICA!
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mercoledì 23 dicembre 2009
TURISMO 2.0: l'innovazione è appena cominciata!
Che cosa significa innovare?
"Mutare un sistema introducendo qualcosa di nuovo"
Ebbene il turismo sta cambiando, o meglio sta affinando le sue armi introducendone una potentissima: i social network.
Internet, dalla maggior parte delle persone, è vista come una fuga dalla realtà, come un parco giochi racchiuso in una valigetta portatile da far apparire quando ne abbiamo voglia.
Internet per costoro significa Facebook, scaricare musica e film gratis, pornazzi (sigh!)....
Costoro però ignorano il fatto che in Italia si stia assistendo ad una crescita costante del turismo (alla faccia della crisi!) e che, guarda caso, lo strumento internet sia sempre più utilizzato dalle imprese del settore e dai consumatori.
Le prime per promuovere in maniera "virale" (il cosiddetto "viral marketing") i propri prodotti e offerte, i secondi per acquistarli.
I social network non hanno solo lo scopo di far chattare dipendenti annoiati, ma possono anche aggregare persone che vogliono acquistare dei pacchetti di viaggio per la stessa destinazione al fine di ottenere sconti.
Un esempio fra tutti? Treeboo, social network sottoforma di community.
Gli utenti della community, grazie ad uno strumento che si chiama Waiting List, si mettono in lista di attesa per il loro pacchetto di viaggio preferito.
Il solo fatto di essere nella Lista di Attesa garantisce uno sconto del 10% garantito. Ma non è finita qui. Più utenti della community aderiscono al pacchetto viaggio che viene scelto, più lo sconto aumenta.
In sostanza, chi vuol fare un viaggio, a prezzi convenienti e magari socializzando con altri non deve far altro che iscriversi a Treeboo.
Ma il bello è che sono proprio gli utenti a proporre alla community le mete dei loro viaggi.
Avete capito bene, cari lettori!
Non c'è un cervellone, o una grande mente, o una chicchessia compagnia che decide dove le persone devono andare, ma sono loro stesse che decidono e lo propongono alla comunità.
Più democratico di così.....
"Mutare un sistema introducendo qualcosa di nuovo"
Ebbene il turismo sta cambiando, o meglio sta affinando le sue armi introducendone una potentissima: i social network.
Internet, dalla maggior parte delle persone, è vista come una fuga dalla realtà, come un parco giochi racchiuso in una valigetta portatile da far apparire quando ne abbiamo voglia.
Internet per costoro significa Facebook, scaricare musica e film gratis, pornazzi (sigh!)....
Costoro però ignorano il fatto che in Italia si stia assistendo ad una crescita costante del turismo (alla faccia della crisi!) e che, guarda caso, lo strumento internet sia sempre più utilizzato dalle imprese del settore e dai consumatori.
Le prime per promuovere in maniera "virale" (il cosiddetto "viral marketing") i propri prodotti e offerte, i secondi per acquistarli.
I social network non hanno solo lo scopo di far chattare dipendenti annoiati, ma possono anche aggregare persone che vogliono acquistare dei pacchetti di viaggio per la stessa destinazione al fine di ottenere sconti.
Un esempio fra tutti? Treeboo, social network sottoforma di community.
Gli utenti della community, grazie ad uno strumento che si chiama Waiting List, si mettono in lista di attesa per il loro pacchetto di viaggio preferito.
Il solo fatto di essere nella Lista di Attesa garantisce uno sconto del 10% garantito. Ma non è finita qui. Più utenti della community aderiscono al pacchetto viaggio che viene scelto, più lo sconto aumenta.
In sostanza, chi vuol fare un viaggio, a prezzi convenienti e magari socializzando con altri non deve far altro che iscriversi a Treeboo.
Ma il bello è che sono proprio gli utenti a proporre alla community le mete dei loro viaggi.
Avete capito bene, cari lettori!
Non c'è un cervellone, o una grande mente, o una chicchessia compagnia che decide dove le persone devono andare, ma sono loro stesse che decidono e lo propongono alla comunità.
Più democratico di così.....
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martedì 22 dicembre 2009
Che cos'è il Web 2.0?
In questo video che ho trovato su YOUTUBE, ci viene spiegato in sintesi cos'è il Web 2.0.
Nel web 2.0 non si è collegati, si condivide.....
Nel web 2.0 non si è collegati, si condivide.....
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venerdì 18 dicembre 2009
Sta nascendo una nuova era: il RINASCIMENTO 2.0 !
Nei miei articoli precedenti ho già espresso il mio punto di vista su internet, social network e web 2.0, e sul fatto che essi rappresentino per la aziende un percorso ideale verso l'innovazione apportando grossi vantaggi e benefici (vedi questo articolo).
Ebbene, ci sono molte persone che la pensano come me, e c'è già chi ha dato un nome a questo fenomeno: RINASCIMENTO 2.0.
Come il Rinascimento ha segnato l'uscita dai secoli bui del medio-evo, può il Rinascimento 2.0 segnare l'uscita dal tenebroso periodo economico che stiamo attraversando?
E' forse un caso che il turismo, settore meno colpito dalla crisi , sia proprio quello che utilizzi maggiormente il web 2.0 e Internet? (Si parla anche di TURISMO 2.0 !)
Nei prossimi articoli avrò modo di approfondire la questione, per ora vi basti sapere che IO NON CREDO AL CASO!
Ebbene, ci sono molte persone che la pensano come me, e c'è già chi ha dato un nome a questo fenomeno: RINASCIMENTO 2.0.
Come il Rinascimento ha segnato l'uscita dai secoli bui del medio-evo, può il Rinascimento 2.0 segnare l'uscita dal tenebroso periodo economico che stiamo attraversando?
Avete per caso idea di quanti articoli sui blog vengano creati ogni minuto? Di quanto materiale venga scaricato ogni secondo dalla rete? Di quante discussioni vengano aperte ogni ora nei social network? (Date un'occhiata!)
E' forse un caso che la Grecia sia il paese in Europa che meno utilizza Internet?
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lunedì 14 dicembre 2009
Il Coraggio è fondamentale
In tempi di vacche magre è molto difficile fare delle scelte decise e coraggiose.
E' molto più facile starsene rintanati a leccarsi le ferite, aspettando che il momento negativo passi, piuttosto che studiare e lanciare qualche progetto.
Quando la paura ti prende lo stomaco c'è ben poco da fare, e questo qualche manager e dirigente d'azienda lo sa molto bene.
Recentemente, in un convegno a Firenze incentrato su questa STRAMALEDETTA CRISI MONDIALE, il grande economista americano CHARLES MORRIS (nonchè avvocato e banchiere) si è espresso in questi termini.
"In questo momento gli Stati Uniti stanno attraversando un momento difficile perchè le banche sono coperte da "crediti cattivi" (i cosiddetti assets) e c'è un volume di consumi troppo alto, ma se noi saremo coraggiosi e compiremo delle scelte decise, avremo la possibilità di uscirne in 18-24 mesi. Se non saremo coraggiosi e lasceremo che le cose vadano da sole, ci troveremo in una situazione di lento declino che potrà protrarsi per altri 10-12 anni.....
L'Europa e con essa anche l'Italia si trovano in una situazione migliore rispetto agli USA, perchè la finanza è meno "inquinata" ed hanno una capacità di risparmio migliore, ecco perchè possono uscirne in un periodo massimo di 24 mesi....
Le banche vanno aiutate, ma ( come ha detto il ministro Tremonti) i dirigenti che sbagliano, o vanno a casa o in galera..."
A buon intenditor poche parole, cari amici banchieri...
In riferimento a quanto ho scritto nel post precedente, dove ho commentato le parole di Antonio Redivo e Remo Lucchi ( comunicare,misurare ed investire), non mi stancherò mai di ripetere che se vogliamo passare la tempesta, amici imprenditori, dobbiamo assolutamente agire.
Quindi forza e coraggio, alla faccia di tutti i pessimisti cosmici e profeti di sciagura dei vari blog e social network.
Bisogna fare delle attente analisi per capire dove e come dobbiamo muoverci, bisogna fare dei progetti, bisogna innovarsi, bisogna investire.
Sono convinto ( e non sono il solo, basta guardarsi intorno) che un ruolo chiave, per quanto riguarda l'innovazione e gli investimenti, lo giocherà internet.
Internet oggi rappresenta quello che la televisione rappresentava trenta anni fa. E' il terreno vergine e di conquista nel quale lanciarsi per investire ed innovarsi. Basta pensare al potenziale comunicativo che hanno i social network come Facebook e a quanti ne fanno uso, per comprendere che se veramente si vuole creare (e/o mantenere) qualcosa di grande e duraturo bisogna passare dalla "rete".
E' molto più facile starsene rintanati a leccarsi le ferite, aspettando che il momento negativo passi, piuttosto che studiare e lanciare qualche progetto.
Quando la paura ti prende lo stomaco c'è ben poco da fare, e questo qualche manager e dirigente d'azienda lo sa molto bene.
Recentemente, in un convegno a Firenze incentrato su questa STRAMALEDETTA CRISI MONDIALE, il grande economista americano CHARLES MORRIS (nonchè avvocato e banchiere) si è espresso in questi termini.
"In questo momento gli Stati Uniti stanno attraversando un momento difficile perchè le banche sono coperte da "crediti cattivi" (i cosiddetti assets) e c'è un volume di consumi troppo alto, ma se noi saremo coraggiosi e compiremo delle scelte decise, avremo la possibilità di uscirne in 18-24 mesi. Se non saremo coraggiosi e lasceremo che le cose vadano da sole, ci troveremo in una situazione di lento declino che potrà protrarsi per altri 10-12 anni.....
L'Europa e con essa anche l'Italia si trovano in una situazione migliore rispetto agli USA, perchè la finanza è meno "inquinata" ed hanno una capacità di risparmio migliore, ecco perchè possono uscirne in un periodo massimo di 24 mesi....
Le banche vanno aiutate, ma ( come ha detto il ministro Tremonti) i dirigenti che sbagliano, o vanno a casa o in galera..."
A buon intenditor poche parole, cari amici banchieri...
In riferimento a quanto ho scritto nel post precedente, dove ho commentato le parole di Antonio Redivo e Remo Lucchi ( comunicare,misurare ed investire), non mi stancherò mai di ripetere che se vogliamo passare la tempesta, amici imprenditori, dobbiamo assolutamente agire.
Quindi forza e coraggio, alla faccia di tutti i pessimisti cosmici e profeti di sciagura dei vari blog e social network.
Bisogna fare delle attente analisi per capire dove e come dobbiamo muoverci, bisogna fare dei progetti, bisogna innovarsi, bisogna investire.Sono convinto ( e non sono il solo, basta guardarsi intorno) che un ruolo chiave, per quanto riguarda l'innovazione e gli investimenti, lo giocherà internet.
Internet oggi rappresenta quello che la televisione rappresentava trenta anni fa. E' il terreno vergine e di conquista nel quale lanciarsi per investire ed innovarsi. Basta pensare al potenziale comunicativo che hanno i social network come Facebook e a quanti ne fanno uso, per comprendere che se veramente si vuole creare (e/o mantenere) qualcosa di grande e duraturo bisogna passare dalla "rete".
sabato 12 dicembre 2009
Che cosa devono fare le aziende per battere la recessione?
Tre cose: comunicare, misurare ed investire.
In una recente intervento presso l'Università Cattolica di Milano Attilio Redivo - Amministratore delegato di Mediacom - e Remo Lucchi - Ad di Gfk Eurisko - hanno in sintesi dichiarato questi concetti fondamentali.
"Oggi le persone tendono ad essere molto più acculturate e pronte a interagire con le aziende. Chi dispone di informazioni infatti non si accontenterà mai di seguire alla lettera ciò che gli si dice, ma pretenderà di avere con il proprio interlocutore , in questo caso l'azienda, un rapporto alla pari da partner a partner.
Comunicare è un dovere. Le aziende che comunicano in questi momenti difficili beneficiano di uno scenario di comunicazione più libero e consolidano la loro relazione con il consumatore finale. Costruendo sulla relazione, stabiliscono quindi un rapporto di continuità con la loro clientela trovandosi quindi in vantaggio rispetto a chi non comunica.
Oggi, da parte delle aziende, c'è la tendenza a misurare quello che si sta facendo per conoscere meglio dove si deve operare. Tutto ciò è molto positivo perchè solo con un' attenta analisi si può capire dove si deve investire. Occorre quindi misurare e, dove le condizioni lo determinano, continuare ad investire.
Gli investimenti rappresentano un'assicurazione sul futuro, chi tende a disinvestire si verrà a trovare in una situazione di debolezza nel momento in cui l' economia riprenderà a girare, tutto ciò è documentato da una ricca casistica e bibliografia sia in Italia che all'estero."
Avete capito cari imprenditori? Chi non comunica, non fa analisi e non investe tirando insomma i remi in barca farà poi fatica a navigare.
Occorre anche una buona dose di coraggio, non facciamoci fregare dalla paura e soprattutto cerchiamo si essere un pò più ottimisti. Lo so che adesso non è facile e bisogna anche guardare alla realtà dei fatti, ma se ci facciamo contagiare dagli eterni pessimisti non arriveremo da nessuna parte, anzi le cose peggioreranno ulteriormente.
In una recente intervento presso l'Università Cattolica di Milano Attilio Redivo - Amministratore delegato di Mediacom - e Remo Lucchi - Ad di Gfk Eurisko - hanno in sintesi dichiarato questi concetti fondamentali.
"Oggi le persone tendono ad essere molto più acculturate e pronte a interagire con le aziende. Chi dispone di informazioni infatti non si accontenterà mai di seguire alla lettera ciò che gli si dice, ma pretenderà di avere con il proprio interlocutore , in questo caso l'azienda, un rapporto alla pari da partner a partner.
Comunicare è un dovere. Le aziende che comunicano in questi momenti difficili beneficiano di uno scenario di comunicazione più libero e consolidano la loro relazione con il consumatore finale. Costruendo sulla relazione, stabiliscono quindi un rapporto di continuità con la loro clientela trovandosi quindi in vantaggio rispetto a chi non comunica.
Oggi, da parte delle aziende, c'è la tendenza a misurare quello che si sta facendo per conoscere meglio dove si deve operare. Tutto ciò è molto positivo perchè solo con un' attenta analisi si può capire dove si deve investire. Occorre quindi misurare e, dove le condizioni lo determinano, continuare ad investire.
Gli investimenti rappresentano un'assicurazione sul futuro, chi tende a disinvestire si verrà a trovare in una situazione di debolezza nel momento in cui l' economia riprenderà a girare, tutto ciò è documentato da una ricca casistica e bibliografia sia in Italia che all'estero."
Occorre anche una buona dose di coraggio, non facciamoci fregare dalla paura e soprattutto cerchiamo si essere un pò più ottimisti. Lo so che adesso non è facile e bisogna anche guardare alla realtà dei fatti, ma se ci facciamo contagiare dagli eterni pessimisti non arriveremo da nessuna parte, anzi le cose peggioreranno ulteriormente.
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lunedì 7 dicembre 2009
Ma è solo colpa della crisi?

Spesso e volentieri diamo la colpa di tutto ciò che ci succede e non ci piace alla "crisi".
Se questo o quello non funzionano, la nostra vita non va bene, non abbiamo soldi a sufficienza, etc etc..., la colpa è sicuramente della crisi, oppure del governo,oppure di questo o di quel politico, oppure del nostro capo, o magari dei nostri genitori.
Non ci è mai passato per l'anticamera del cervello che magari è colpa nostra, e che siamo noi i veri responsabili per quello che ci succede e non ci piace?
"Ogni uomo è architetto del proprio destino"
Sallustio
Che magari se non avessimo commesso certi errori, o avessimo compiuto certe azioni invece di lamentarci in continuazione, la nostra vita sarebbe migliore?
Non ci è mai passato per la testa che assumersi le proprie responsabilità anzichè scaricarle su qualcun'altro sia proprio ciò che separa un adulto da un bambino?
Che se qualcosa non ci piace e la vogliamo cambiare, l'unica cosa da fare è agire anzichè lamentarsi?
Che magari sia proprio questa la differenza fra chi ha successo ed è felice, e chi perde inesorabilmente?

Meditate gente, meditate.....
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domenica 6 dicembre 2009
L'economia sta veramente crollando?
Dappertutto si sente parlare di crisi......
Ma le cose vanno veramente così male?.....Non vi è mai venuto il dubbio che forse qualcuno stia esagerando?.....
Guardate questo video della Alfio Bardolla Training Company
Ragionate con la vostra testa....
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